venerdì 22 febbraio 2008

Temporale

S'addensano le nubi.
La giornata si spegne
nel cielo grigio.
Perdono colore le cose
nella luce opaca.
E' tempo di pioggia.
L'aria è pesante
nell'attesa del temporale.
In noi un disagio sottile
che tiene il respiro sospeso.
Fuori, il tempo parla
con la voce dei tuoni lontani.

Il vecchio pescatore


Quando muore l'ultima luce
ritorni a quel mare
fino ad ieri tuo.
Guardingo arrivi
sino al confine con l'onda,
tu, ormai da troppo straniero
a quel tanto ondeggiare.
Respiri il profumo
di minuscole gocce di sale,
ingoiando il triste sconforto.
Vorresti nascere ancora,
passare di nuovo la mano sul remo
e sentire te
entrare con esso
nel seno d'azzurro.
"Ecco!
il remo ha fatto girandole d'acqua
e tu sei bruno di sole.
Col petto nudo disegni nell'aria
il ritmo di voga.
Adesso la riva è lontana;
le reti gettate hanno formato
giochi di curvi in superficie:
...aspetti la preda".
Così eri.
Ricordi il potente tuo braccio
tirare a secco la barca.
Mai più saprai
il sapore del mare sulla tua pelle.
Adesso
solo quel vago ricordo
rubato ogni sera, ti lega
al cospetto del mare.

giovedì 21 febbraio 2008

Lunghi viali


Nei lunghi viali
statici di luce senza tempo
ti ho intravisto
nascosto da edere diafane.

Non ti avevo mai incontrato
nei viali della notte,
ma qui, dove vivo,
ti ho scorto.

Guardami!
l'essere del silenzio
non troverà ali
per dirti parole,
ma le ali della mia anima
sono bianche e ampie per te.

Fammi volare
dove tu ed io saremo
unico e grande angelo
che, strappate le sue catene,
è libero di saziarsi
di cieli intoccati.

Fammi entrare nella casa dell'amore
dove tutti i fremiti diventano
leggere dita che carezzano l'anima;
dove non avrò vita bastante
per dissetarmi del tuo sorriso,
dei tuoi occhi,
del tuo spirito silenzioso.

Non chiudere le tue porte
su questo mio spazio senza tempo
dove vivo sola;
entra anche tu in esso
e stringi a te la mia anima.